Un Testo Unico dei Pagamenti per accelerare lo sviluppo dei digital payment e della PA 4.0

Pubblicato il 14 Nov 2016

Un Testo Unico dei Pagamenti per accelerare lo sviluppo dei digital payment e della PA 4.0

Mauro Bellini

La PA ha bisogno dei digital payment così come i digital payment hanno bisogno di una PA 4.0 per fare il salto di qualità. L’occasione per una riflessione sul rapporto tra PA e pagamenti digitali è offerta dal Salone dei Pagamenti 2016 e in particolare dal convegno “I pagamenti da e verso la PA” moderato da Carlo Mochi Sismondi, Presidente ForumPA.

La politica intende fare la sua parte e Sergio Boccadutri, Coordinatore dell´Area innovazione del Pd alla Camera dei Deputati, ha voluto evidenziare uno dei punti più caldi nel rapporto tra digital payment e cash sottolineando subito che quando si parla di digital payment si parla di efficienza della macchina pubblica. «Il contante costa tanto – afferma Boccadutri – impedisce investimenti e crea inefficienze. I digital payment sono uno strumento che permette di svecchiare la Pubblica Aministrazione e si impone una seria e veloce riflessione sui temi dell’innovazione e delle regole del mercato, anche per gestire la competizione che arriva dalle ‪Fintech di altri paesi».
L’iniziativa politica vuole andare nella direzione di favorire i digital payment come fattore di efficienza e di etica a livello economico e sociale.  E anche per questo la Pubblica Amministrazione rappresenta un vero e proprio motore che è nella condizione  di promuovere la diffusione dei pagamenti digitali. Per Boccadutri un ruolo fondamentale sarà svolto dalla diffusione delle soluzioni per i micropagamenti, dai temi dell’usabilità e dell’accessibilità che devono mettere i cittadini in condizione di pagare senza vincoli di “carta”. Perché «I cittadini ci sono e ci stanno – afferma Boccadutri – e vogliono cambiare, ma la PA deve fare la sua parte per facilitare il comportamento dei cittadini».
Dal punto di vista della normativa Boccadutri ricorda al salone dei pagamenti, che siamo alle porte di un cambiamento molto importante con la PSD2 e con l’arrivo dell’Open banking inteso anche come presupposto per un rapporto radicalmente nuovo tra cittadini e banche e tra cittadini e pubbliche amministrazioni.

«I cittadini italiani hanno dimostrato in più occasioni di essere capacissimi di adottare le novità – prosegue Boccadutri – soprattutto se lo fanno anche le pubbliche amministrazioni». Esempi in questo senso sono arrivati dal censimento online, dallo switch off della TV analogica e dal passaggio al digitale. Boccadutri insiste poi sulla necessità di un maggiore impegno a livello di normative in grado di creare un unico corpo organico di tante norme spesso sparpagliate. Una occasione unica per questo passaggio è rappresentato dal recepimento della direttiva PSD2 che richiede e incoraggia la creazione di un Testo Unico dei Pagamenti (Il cosiddetto Tup)».

Paola Giucca, Direttore Principale, Servizio Supervisione sui mercati e sul sistema dei pagamenti di Banca d’Italia, sostiene che per i pagamenti digitali serve anche più comunicazione per dare una bella spinta alla transizione in corso nella Pubblica Amministrazione e per avere un utente più attivo nel sistema dei pagamenti. Giucca afferma inoltre la necessità di una maggiore integrazione tra le funzioni di front e back office che devono sfruttare i digital payment anche per migliorare l’efficienza e ricorda inoltre la necessità di fare sistema tra istituzioni, ‪PA e cittadini, anche per ridurre i costi della PA e aumentarne l’efficienza. Giucca ha sottolineato il ruolo strategico di PagoPA, ma ha anche provocatoriamente affermato che servirebbe una “killer application” per dare un boost a alla diffusione dei digital payment in generale e nell Pubblica Amministrazione in particolare. Il fenomeno Industria 4.0 che in questo momento sta accompagnando lo sviluppo della digitalizzazione nelle imprese grazie anche al Piano del Governo e del MISE rappresenta un esempio di collaborazione e incentivazione in grado di dare vita a nuovi fattori di sviluppo.
«Il pagamento digitale va poi visto come un vero e proprio indicatore dell’efficienza della PA – ha osservato – e se ci si crede si possono stimare in 400 milioni di euro di saving i vantaggi che arrivano grazie alla diffusione di pagamenti innovativi verso la Pubblica Amministrazione»

Richiamando poi la “legge” delle 4E: Endorsment, Empowerment, Engagement, Enforcement, che guidano la digitalizzazione nella PA Paola Giucca afferma che sono: «tutte sul tappeto, ma – aggiunge – il diavolo è nei dettagli, non nelle impalcature. E oggi, grazie al sistema PagoPA e all’Identificativo Unico di Versamento (IUV), non c’è nessuna ragione per cui cittadini e amministrazioni continuino a privilegiare il bollettino postale come forma di pagamento. E’ una abitudine che si può e si deve superare.

Antonio Samaritani, Direttore Generale AgiD, è a sua volta convinto della spinta che può arrivare dai micropagamenti
, ma ricorda anche il grande lavoro che si sta facendo per favorire l’inclusione e l’usabilità, anche grazie al passaggio dagli avvisi cartacei al digitale. Quello dell’inclusione non più solo da leggere in chiave di “digital inclusion” ma di “digital payment inclusion) ed è un altro grande tema che si intreccia con quello della integrazione tra le reti fisiche e quelle digitali. La prospettiva, sottolinea Samaritani, è quella di un servizio come PagoPA che, grazie alla possibilità di gestire i micropagamenti, diventa a tutti gli effetti un marketplace indipendente e neutrale.

Le opportunità di uno sviluppo ci sono tutte, ma la strada certamente è ancora lunga e un obbligo di utilizzo di PagoPA anche per le società a controllo pubblico potrebbe rappresentare una effettiva accelerazione. Samaritani ricorda che su 250 milioni di transazioni oggi 500mila sono digitali, c’è dunque moltissimo da fare e anche per questo si sta lavorando per rendere PagoPA più usabile e allineato al mercato, anche in considerazione, come afferma Samaritani, che la PA ha un ruolo significativo nella modernizzazione processi e nella stessa educazione digitale dei cittadini.

Antonio Samaritani, ha poi ricordato che in meno di un anno le amministrazioni che aderiscono al sistema PagoPA sono passate da 200 a 14.400. Questo significa poter adottare regole standard per gli avvisi di pagamento cartacei che dovranno avere un codice a barre o un QR code che rappresenti l’IUV (Identificativo Unico di Versamento) capace di permettere al cittadino di pagarli anche tramite sistemi elettronici (home banking, carte) o con gli smartphone, ma ovviamente e sempre con la certezza che non gli venga chiesto di ripetere il pagamento una seconda volta».

La discussione, ricorda poi Carlo Mochi Sismondi, Presidente Forum PA, va nella direzione di individuare una visione e una proposta per lo sviluppo digitale del paese che supera il tema dei soli pagamenti digitali e si sviluppa lungo i binari definiti dalla regola delle 4E, ovvero Endorsment, Empowerment, Engagement, Enforcement


Un altro fattore di spinta verso i digital payment è rappresentato dal grande tema dei trasporti che se da una parte hanno bisogno di sviluppare una strategia digital payment più profonda per aumentare l’efficienza nei servizi, dall’altra rappresentano un veicolo strepitoso di sviluppo proprio per la capacità di diffondere e di radicare l’abitudine al pagamento digitale.

Emanuele Proia, direttore di Asstra, l’associazione nazionale, delle aziende di trasporto pubblico locale in Italia, ricorda che i trasporti sono una leva fondamentale per spingere la diffusione dei digital payment. «Siamo un paese – osserva – dove l’evasione tariffaria media arriva al 20% e rappresenta una piaga che può essere battuta anche grazie alla bigliettazione elettronica». Asstra raggruppa l’80% delle aziende dei trasporti per un volume d’affari superiore ai 10 miliardi di euro all’anno. Se si pensa che le imprese dell’associazione registrano ogni giorno qualcosa come 15 milioni di passaggi sui sistemi di trasporto si può ben capire quanto possa essere rilevante il tema dell’efficienza che arriva dai digital payment e della lotta all’evasione.
Proia ricorda poi anche il tema della gestione della flessibilità tariffaria, ovvero della capacità di fornire nuovi servizi e di incontrare le più specifiche esigenze dei clienti. Una soluzione questa che può tenere conto dei flussi per pagare meno nelle ore con poco afflusso, di più in quelle di punta. Una soluzione che in altri paesi ha dato un contributo fondamentale a migliorare il servizio

Rispetto ai temi dell’evasione tariffaria Emanuele Proia, sottolinea che già il 63% degli associati ad Asstra ha sistemi di biglietteria elettronica e l’85% di quelli che non l’hanno implementata pensa di introdurli a breve. I sistemi digitali di emissione e validazione dei biglietti sono essenziali per combattere la piaga dell’evasione tariffaria. E sull’evasione ci sono alcuni pregiudizi da sfatare: molti, soprattutto fra i viaggiatori occasionali, non pagano perché non sanno come fare per procurarsi i biglietti a terra, soprattutto la sera e nei giorni festivi. Si è potuto verificare che i sistemi di pagamento come le App e gli SMS, particolarmente graditi ai giovani, contribuiscono a ridurre significativamente l’evasione. L’altro sistema in uso, pagare attraverso credito telefonico, sarebbe molto comodo ma sconta commissioni ancora elevate. Mentre la nuova frontiera è rappresentata dai pagamenti con carte contactless».
Marco Torri, Responsabile Public Administration & Multiutilities CartaSi ricorda a sua volta che il 50% dei pagamenti dei cittadini è verso la PA e che purtroppo ad oggi passano ancora in gran misura attraverso il contante dunque con alti costi di gestione. Torri afferma poi che non è corretto ripararsi dietro l’alibi del digital divide, che è sì un problema se ci si confronta con l’area “Nordic”,  ma si deve considerare che l’Italia conta una penetrazione del fenomeno smartphone che non ha eguali sia come diffusione sia come intensità di utilizzo. Un asset questo che deve essere valorizzato per favorire la diffusione di digital payment. PagoPA è certamente un punto di riferimento per banche e amministrazioni locali per innovare i pagamenti e rappresenta un ruolo strategico per lo sviluppo dei digital payment che deve essere accompagnato anche con la diffusione di nuovi POS sul territorio oltre ad una azione per favorirne l’utilizzo e per vincere, anche in questo modo, la grande inefficienza del contante.

Marco Torri, ribadisce che lo sviluppo dei pagamenti elettronici verso le pubbliche amministrazioni e le aziende partecipate pubbliche è potenzialmente enorme e sottolinea l’importanza di guardare a questo fenomeno non solo per quanto riguarda il pagamento di tributi, ma anche ai temi della Smart Mobility e delle Smart City comprendendo non solo i biglietti dei mezzi pubblici, ma anche i parcheggi pubblici, il car sharing, il bike sharing. Un altro tema fondamentale è rappresentato secondo Torri dalle utility ovvero dalle municipalizzate o ex municipalizzate (acqua, luce, gas), dal mondo della sanità per tutto quanto attiene al pagamento di ticket e di visite a pagamento, solo per fare due esempi che possono contribuire fattivamente a una educazione ai digital payment nel nostro Paese. «Il contante è uno strumento vecchio, che presenta costi ancora elevati e tante inefficienze – conclude – ma non si può nello stesso tempo non considerare che la maggior parte degli sportelli pubblici non è dotato di un terminale Pos per i pagamenti con carte». E i dati purtroppo parlano chiaro: in Italia i pagamenti con carte verso la PA sono solo il 17% mentre arrivano al 36% di Francia, Germania e Regno Unito e superano il 50% in Svezia, Danimarca e Norvegia dove la PA 4.0 è una vera  e propria realtà.

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