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Pagamenti digitali: le prospettive a breve e medio termine

Attenzione alla cybersecurity, progressione del cashless, avvento delle valute digitali emesse dalle banche centrali: ecco tutte le maggiori tendenze sui pagamenti digitali nel prossimo futuro

Pubblicato il 17 Ott 2022

proposte commerciali

Il progressivo abbandono del contante, il finanziamento a rate BNPL (Buy Now Pay Later), l’avvento delle CBDC (Central Bank Digital Currencies), l’attenzione alla cybersecurity, le decisioni del Consumer Financial Protection Bureau (CFPB): sono queste le principali tendenze che caratterizzeranno l’ecosistema dei pagamenti digitali nel prossimo futuro.

Pagamenti digitali, sempre più cashless

Sebbene i pagamenti in contanti fossero già in una tendenza al ribasso, in calo del 70 per cento rispetto al 2010, la discesa si è progressivamente intensificata negli ultimi due anni.

Il diffuso allontanamento dal contante ha rafforzato le aspettative dei clienti su svariate alternative digitali e il settore dei pagamenti ha risposto facendo convergere le scelte degli utilizzatori cercando di ridurre al minimo le resistenze nell’approccio del cliente.

Poiché la pandemia ha aperto una rivoluzione in tutto il mondo, che ha inaspettatamente avviato una rivoluzione nei pagamenti digitali, è importante capire quali siano i trend del settore e aumentare l’attenzione su soluzioni che, apparentemente marginali, potrebbero essere amplificate dal contesto internazionale trasformarsi in routine nei prossimi mesi.

Più la domanda di pagamenti contactless, online, digitali, sempre più rapidi e istantanei, aumenterà, più si affacceranno sul mercato soluzioni di pagamenti rateizzati che continueranno a offrire nuovi modi per effettuare acquisti.

Ma tale dinamica non sarà la sola a determinare possibili cambiamenti nel panorama digitale dell’anno: anche il comparto dei trasferimenti rapidi di denaro subirà una possibile rivoluzione con nuovi servizi e nuovi operatori che cercheranno in tutti i modi di appoggiare ai loro servizi operazioni effettuate con operatori storici come Visa e Mastercard o pionieri dei pagamenti digitali come PayPal.

Altri operatori, che definiremmo più avventurosi, stanno rivolgendosi a criptovalute e altri servizi di asset digitali. In tutto questo contesto molto complesso si muovono con regole e disposizioni i legislatori governativi che cercano di tenere sotto controllo un cambiamento a volte troppo rapido per i tempi della politica e della legislazione.

Lo scontro tra Amazon e Visa sui pagamenti digitali

Si è risolto lo scontro tra Amazon e Visa sui pagamenti digitali: nel novembre 2021 infatti la multinazionale di Bezos aveva comunicato ai propri utenti britannici di non accettare più carte di credito Visa a causa delle elevate commissioni di transazione degli acquisti.  Una controversia che costituisce un precedente per ulteriori scontri tra gli emittenti di carte e i loro partner di vendita al dettaglio.

A inizio 2022 Amazon e Visa hanno invece raggiunto un accordo che ha smorzato le tensioni nel settore.  La National Retail Federation (NRF) ovvero la più grande associazione del commercio al dettaglio al mondo, stima che le commissioni sulle transazioni con carta di credito siano salite alle stelle da 20 miliardi di dollari all’anno nel 2001, quando il gruppo commerciale ha iniziato a seguirle, a 110 miliardi a partire dal 2020 e non mostrano segni di rallentamento.

Tale problema è stato acutizzato dall’aumento degli acquisti online durante la pandemia di Covid, perché praticamente tutti gli acquisti di e-commerce vengono pagati con carte di credito o di debito.

Ricordiamo anche che le commissioni sulle transazioni sono più elevate per gli acquisti online rispetto agli acquisti in negozio e anche la maggior parte degli acquisti online, il ritiro in negozio e la consegna sono soggetti a tariffe online.

Non è solo Visa a dipendere dalle commissioni sulle transazioni di “strisciamento”, ma anche i suoi storici rivali Mastercard e American Express, che basano tutto il loro operato sulle commissioni interbancarie.

Pagamento a rate: il metodo BNPL entrerà nel mercato B2B

A fomentare le guerre delle commissioni poste sulle transazioni sono gli sfidanti, molte volte di entità inferiore, ma propositivi e veloci sul fornire nuovi strumenti di pagamento.

Il finanziamento a rate BNPL (Buy Now Pay Later) effettuato direttamente sulla carta di credito all’atto dell’acquisto, è uno di quelli che in piena pandemia ha attirato i consumatori e tale dovrebbe continuare a ottenere una rapida diffusione nel prossimo futuro.

Il crescente interesse per le forme di finanziamento BNPL, che consente ai consumatori di distribuire i pagamenti in un periodo di tempo definito, ha attirato una miriade di player medio piccoli che tentano di diffondere le loro soluzioni in competizione con il colosso dei pagamenti digitali PayPal.

Altro elemento che potrebbe spingere la crescita di queste forme di finanziamento sarà il probabile aumento dei tassi di inflazione, che già ha iniziato a farsi sentire con la fine del 2021.

Si prevede che le transazioni BNPL raggiungeranno i 995 miliardi di dollari entro il 2026 avendo un panorama attuale in cui le startup rateali affermano di guadagnare decine di migliaia di nuovi clienti settimanalmente.

Una volta che i fornitori di BNPL stabiliranno una relazione con i consumatori, si prevede che aumenteranno i servizi finanziari e amplieranno la loro offerta, offrendo prestiti, conti di intermediazione o criptovalute. Realtà come Affirm, Afterpay e Klarna hanno già introdotto nuovi prodotti come programmi di addebito e premi.

L’approccio finanziario può anche essere quello di conquistare le imprese, tale fenomeno infatti, esploso dal lato dei consumatori, può essere ribaltato anche sui contratti commerciali dove riuscirebbe ad avere importanti implicazioni per altri attori del settore, spostando un importante mole di transazioni dalle reti delle carte di credito ai prestiti.

Altro argomento importante sul settore delle transazioni BNPL sarà anche l’avvicinarsi di un maggiore controllo normativo per contrastare fenomeni di acquisti a prestito mediante l’utilizzo di più app mettendo a rischio la solvibilità degli utilizzatori.

L’incremento dei pagamenti transfrontalieri

In un’area completamente diversa, la domanda di invio di denaro oltre confine è in progressivo aumento, nonostante un rallentamento nel 2020, e le aziende che rendono più facile ed economico farlo ne traggono vantaggio.

La maggior parte di questi invii di denaro viene utilizzata dai lavoratori migranti per coprire i bisogni essenziali dei propri cari a casa. In un sondaggio di novembre della società di trasferimento di denaro Moneygram International, l’81% degli intervistati ha dichiarato di voler inviare nel 2022 almeno la stessa quantità di denaro che ha fatto nel 2021. E l’83% ha affermato che i bisogni di familiari e amici sono in progressivo aumento.

L’invio di denaro da un paese all’altro tramite le banche può essere un processo lungo e costoso, poiché gli assegni e gli ordini di pagamento vengono elaborati con tempi più lunghi e con maggiori costi sui cambi delle valute.

Mentre gli operatori storici nel settore del trasferimento di denaro, come Moneygram, stanno espandendo i servizi, altri fornitori nuovi come Wise, si presentano sul mercato come alternative più rapide e basate sul digitale.

Oggi circa 200 milioni di lavoratori inviano tali pagamenti e circa una persona su nove a livello globale potrebbe esserne interessata ha sostenuto Visa citando dati ufficiali provenienti dalle Nazioni Unite.

Le CBDC (Central Bank Digital Currencies)

Sono sempre più insistenti le voci che parlano della comparsa di una valuta digitale della Banca Centrale Americana che entrerà nel variegato mondo delle criptovalute.

Realtà come il Bitcoin o il Dogecoin stanno acquisendo solo lentamente molta popolarità come forma di pagamento, anche se il valore mondiale delle criptovalute è superato nel 2021 i 2 trilioni di dollari.

Più consequenziale per gli americani è la potenziale necessità di una valuta digitale della banca centrale (Stablecoin) del dollaro digitale.

Al momento ci sono nove paesi che hanno lanciato una CBDC e altri 30 ne stanno sviluppando una, più quaranta che stanno studiando la possibilità, compresi gli Stati Uniti.

La Federal Reserve degli Stati Uniti ha pubblicato a gennaio il primo report su costi e benefici di una moneta digitale federale, sta studiando celermente la procedura da attuare e già dallo scorso dicembre ha annunciato una collaborazione con la Bank of International Settlements (Banca dei Regolamenti Internazionali) per un centro di ricerca apposito.

Il sentore, che è quasi una certezza, sulla creazione di una valuta digitale bancaria centralizzata si traduce in una questione di tenuta di centralità monetaria e di sicurezza nazionale, in un contesto in cui la Cina si sta davvero spostando molto rapidamente verso una valuta digitale centralizzata e non vorrebbe niente di meglio che avere tutto scambiato nel renminbi cinese.

Mentre le criptovalute possono essere considerate come risorse volatili, la blockchain sui cui sono implementate, è meno facilmente messa da parte. Basata sulla tecnologia dei registri distribuiti, la blockchain è straordinariamente utile, dando la possibilità di trasferire valore da persona a persona, 24 ore su 24, 7 giorni su 7 in tutto il mondo e sicuramente sarà fonte di continui sviluppi e applicazioni.

Il ruolo della sicurezza informatica nei pagamenti digitali

Mentre i consumatori si trovano sempre più a loro agio nell’effettuare pagamenti online, i truffatori si sono attrezzati per sfruttare il loro crescente compiacimento. Ecco perché le aziende di sicurezza informatica introdurranno tecnologie più avanzate per cercare di contrastare i criminali digitali.

L’aumento dell’e-commerce, la crescita dei pagamenti non in contanti e un aumento delle minacce informatiche continueranno ad alimentare una maggiore attenzione verso la sicurezza informatica nei pagamenti.

Le truffe e le frodi hanno pesantemente infastidito le aziende e si prevede che le frodi attuate costeranno al settore delle carte di debito e di credito più di 400 miliardi di dollari in perdite nel prossimo decennio, secondo lo studio della società di ricerca del settore Nilson Report, che cita gli storni di addebito come un problema in costante crescita.

Complessivamente, i danni alla sicurezza informatica potrebbero salire a 10,5 trilioni di dollari entro il 2025.

Per affrontare il problema, le autorità di regolamentazione e le istituzioni finanziarie si stanno rivolgendo all’intelligenza artificiale e all’apprendimento automatico, all’analisi dei dati e alla tecnologia cloud, e contestualmente è in arrivo anche il rafforzamento delle normative governative sulla sicurezza informatica e sull’identità digitale.

La biometria comportamentale, come il monitoraggio dei modelli di scorrimento, digitazione o tenuta del telefono dei consumatori, sarà sempre più adottata come strumento di difesa predittivo, auspicando un maggiore uso dell’intelligenza artificiale per superare ostacoli, come i continui prompt di autenticazione.

Autorità di regolamentazione e pagamenti digitali 

Quindi, per capire e anticipare l’evoluzione dei mercati dei pagamenti digitali occorre sempre voltare lo sguardo verso le dinamiche oltre oceano che ancora monopolizzano i mercati commerciali attuali e le grosse transazioni.

Massima attenzione quindi verso le decisioni del Consumer Financial Protection Bureau (CFPB) l’agenzia finanziaria governativa che controlla e protegge le nuove evoluzioni a favore dei consumatori americani.

Su questi presupposti, ad ottobre 2021, la CFPB ha chiesto a Google, Apple, Facebook, Amazon, e PayPal di fornire informazioni dettagliate sulle pratiche di pagamento, affermando che poco si sa pubblicamente su come le aziende Big Tech sfrutteranno le loro piattaforme di pagamento.

L’agenzia agisce, mentre banche e gruppi di consumatori si lamentano del fatto che le fintech emergenti hanno un vantaggio ingiusto perché non soggette alle stesse normative, come la protezione delle informazioni riservate dei consumatori dagli hacker.

La richiesta di dati del Bureau è l’inizio di questo studio che potrà sfociare con manovre di regolamentazione in particolare per quanto riguarda l’accesso dei consumatori alle informazioni sui servizi finanziari forniti.

Si stanno predisponendo controlli più serrati sui servizi BNPL (compra ora e paga dopo) cercando di reperire informazioni da cinque dei maggiori fornitori presenti sul mercato.

Su un altro fronte, anche la fiorente industria dell’accesso ai salari deve essere messa sotto controllo poiché potrebbe portare numerosi problemi. Sono infatti in diffusione una serie di fintech che forniscono ai lavoratori un accesso anticipato alla loro retribuzione per effettuare acquisti creando in alcuni casi una vorticosa spirale all’indebitamento.

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